Sulla vicenda Alitalia WindJet

Intervista sul quotidiano La Sicilia dell’8 agosto 2012 (CT0808-MO02-2(lasiciliaintervistawindjet))

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Un pensiero su “Sulla vicenda Alitalia WindJet

  1. Nino

    Caro professore, a leggere articoli del genere sorge spontaneo fare la considerazione che ” chi sa fa, chi non sa insegna”. Come se incamerare e accumulare debiti sia un dettaglio quasi trascurabile, assillante appunto. Tanto gli aerei volano, sono anche pieni, che cosa saranno mai qualche milione uno di debiti, sparpagliati qua e la’. Peraltro, a lei che e’ un professore chiedo: cosa ne pensa della cessione per circa 10 mln di euro del marchio Wind jet effettuato da una società del gruppo proprio alla stessa Wind jet (fonte: bilanci societari). E per sgombrare subito il campo da ogni equivoco preciso che ho il massimo rispetto per i lavoratori che rischiano seriamente il posto di lavoro in uno scenario tragico come il nostro. Così come ho rispetto di una idea imprenditoriale che poteva portare ad una compagnia aerea in grado di emancipare il nostro territorio da altre compagnie aeree, e che, magari potessero dare la possibilità ai siciliani di essere più vicini ad una Europa che i nostri giovani conoscono a malapena.
    A proposito, ma voi, come università e istituto che ha a che fare con problematiche economiche e aziendalistiche, avete mai studiato e quantificato il danno che le aziende siciliane subiscono per una rete di trasporti colabrodo, penosa e umiliante? Mi permetta di suggerirle un esperimento: si metta in macchina con un polacco, e si rechi da Catania a Vittoria (poco più di cento chilometri) e mentre affronta le oltre due ore di viaggio spieghi al polacco da in quell’area veniva prodotto buona parte del PIL siciliano, veda, veda che tipo di reazione avrà il nostro bravo polacco.riderà o proverà pena per noi che fino a poco tempo fa li vedevamo come appartenenti al terzo mondo? Già , proprio la Polonia che oggi e’ tra le poche nazioni in Europa ad avere un PIL ampiamente positivo, e che proprio sui trasporti sta investendo enormi risorse ( asse Berlino Varsavia . Per esempio) per dotare una Nazione che ne era carente di una rete viaria necessaria e propedeutica ad uno stabile sviluppo. Non parliamo poi se fa lo stesso viaggio con un norvegese, un tedesco, un inglese. Naturalmente le sconsiglio vivamente di portare poi ill suo ipotetico compagno di viaggio oltre stretto per andare a Salerno. Li perderemmo ogni dignità per tornare ad essere dipinti come spaghetti e mandolino.
    A proposito, ma l’Universita in tutto ciò, che ruolo ha avuto?

    Nino Grasso

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