Corrono sul web le nuove imprese di Catania Start Up City

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pubblicato dal settimanale I Vespri sul n.13 del 20 aprile 2013

Catania ambisce a diventare la Start Up City del Mezzogiorno. E’ sulla buona strada? Ci riuscirà? Sicuramente negli ultimi tempi c’è un gran fermento culturale intorno alla creazione d’impresa e sono molte le iniziative avviate da giovani nel nostro territorio. Ve ne raccontiamo due, molto interessanti. Portano la firma di Giuseppe Piraneo, figlio d’arte (il padre è imprenditore a Scordia nel settore della produzione dei mobili per ufficio) e di Salvatore Cobuzio, eclettico personaggio del mondo della comunicazione. “Siamo la generazione più sfortunata dal dopoguerra in poi ma sul web abbiamo la nostra grande possibilità di riscatto”, tiene a precisare subito Giuseppe Piraneo. Trentenne, studi economici in Bocconi, con la vocazione di fare l’imprenditore già durante l’università (con iniziative sul web nel commercio di calzature sportive e tour operator business verso la Cina), dopo  tre anni di esperienza come responsabile commerciale nell’azienda di famiglia, Giuseppe  intuisce molto in fretta che c’è bisogno di percorrere un’altra strada per una piena realizzazione professionale. Costituisce così nel 2009 Smartoffice srl, azienda specializzata nel commercio elettronico di mobili per ufficio guadagnandosi la leadership a livello nazionale nelle vendite online del settore. Oggi Giuseppe è diventato il primo cliente per l’azienda della famiglia Piraneo, acquista e rivende online e il fatturato di Smartoffice è cresciuto negli ultimi quattro anni a ritmi del 300%, avvicinandosi nel 2013 alla soglia del milione di euro. “Adesso sembra tutta una cavalcata trionfale ma all’inizio non è stata per nulla semplice”  – afferma Piraneo . “Nel primo biennio oltre a risultati che stentavano ad arrivare se paragonati agli investimenti, c’erano anche pesantissime pressioni di  mio padre tese a porre termine all’esperienza di rivenditore”. Un conflitto padre-figlio tipico di molte imprese familiari, determinato in questo caso dal fatto che Smartoffice irrompeva in un mercato obsoleto, offrendo al cliente finale notevoli vantaggi dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo e dei servizi offerti. Si temeva dunque che la forza commerciale tradizionale dell’azienda di famiglia si potesse sentire scavalcata e attaccata nel suo canale di vendita da Smartoffice causando così un rapido deterioramento dei rapporti commerciali in essere da anni. Con un po’ di buon senso da entrambe le parti, anche questo conflitto familiare è stato ricomposto. Adesso Giuseppe è in procinto di costituire un’altra start up che punterà sul settore dell’abbigliamento online. Si chiama DressBox.it, sarà online tra tre mesi e consentirà alla propria clientela, grazie ad accordi e convenzioni con rivenditori, di selezionare sullo store virtuale tra decine di migliaia di capi fashion i propri preferiti e provarli nel corner più vicino a casa propria senza impegno e a titolo assolutamente gratuito.

Dai mobili per ufficio all’organizzazione di matrimoni, passiamo a raccontare la storia di Salvatore Cobuzio, la cui idea di mettere su un sito – Progetto Wedding – per la gestione di tutti gli aspetti legati al “giorno più bello” nasce, insieme alla moglie Simona Canto, durante la loro luna di miele negli Stati Uniti. Progetto Wedding matura proprio durante il viaggio di nozze, in un caffè di New York, coinvolgendo (a distanza) con grande entusiasmo anche Laura Bevelacqua. Così a Gennaio 2012 dell’anno scorso nasce un portale internet che vende oggetti e servizi per i momenti più importanti nella vita di una coppia: matrimonio, battesimo, cresima. Sul sito si può comprare anche un abito da sposa spendendo solo 400 euro, mantenendo comunque un’elevata qualità. “Inizialmente vendevamo dalla Calabria in su – afferma Salvatore –  a causa della radicata idea tutta siciliana che alle nozze devono pensarci le mamme e che più si spende e meglio è. Poi a causa della crisi ed all’innalzamento dell’età dei futuri sposi, sempre meno giovani e quindi meno dipendenti da mamma e papà, anche le richieste da parte dei nostri conterranei stanno aumentando. Attualmente abbiamo clienti anche in Germania, Svizzera e in Spagna, dove speriamo di aprire entro il 2014”. Progetto Wedding offre inoltre la possibilità di trovare tutti gli operatori del settore necessari alla realizzazione di un evento, come wedding planner, fotografi, location, noleggio auto che si sono associati al sito da ogni parte d’Italia. Ad oggi l’azienda vanta più di 200 partners divisi per le varie categorie.

Salvatore Cobuzio è fiero del fatto che Progetto Wedding è per due terzi una startup tutta al femminile. Simona Canto, la moglie di Salvatore,  è il direttore commerciale di questa iniziativa. Poi c’è Laura Bevelacqua, il direttore marketing, con oltre 5 anni di esperienza web con specializzazione “social. Infine, c’è Salvatore Cobuzio, l’amministratore delegato. Dieci anni di esperienza web, ha realizzato alcune tra le più riuscite campagne web in Italia; la promozione per il suo romanzo “il testamento di salvatore siciliano” è stata la campagna web più grande mai effettuata nell’editoria. Ha lavorato presso Cinecittà Studios ed  è stato considerato da La Repubblica “il manipolatore della rete”. Il successo di Progetto Wedding ha portato a un allargamento del team, includendo oggi Oriana Farris, una siciliana esperta di abiti da sposa e abile venditrice, trapiantata a Milano. A lei si aggiunge, da Torino, Luca Aroasio con funzioni di web developer. A marzo 2013, dunque lo scorso mese, nasce il fratellino di ProgettoWedding, cioè ProgettoTorte (www.progettotorte.com) e il team si allarga ancora di più con l’inserimento di altre 2 ragazze: Tiziana Mendolia (esperta cake designer – da Messina) e Mariaconcetta Calabrese (responsabile commerciale – da Siracusa).  ProgettoTorte così come ProgettoWedding non è che l’inizio di un percorso che vedrà nascere (ogni 6 mesi circa) altri progetti di nicchia: “L’obbiettivo finale – chiude mirabilmente Salvatore Cobuzio – è quello di diventare il punto di riferimento per le nicchie di mercato che abbiamo trovato, studiato e risolto i loro problemi, in Italia, in Europa e perché non nel Mondo?!”

Saro Faraci

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