Nonostante Tutto. E’ un neo Romanticismo d’Impresa

TRA SDEGNO E SPERANZA, MA SEMPRE CON PASSIONE

_MG_7781lions scientifico 26 genn 2016

Mettetevi per un attimo nei panni chi fa l’economista d’impresa in Sicilia. Mettetevi nei miei, se volete. Taglia 48 stretta, 50 un po’ abbondante, insomma una 49 come i miei anni. E’ da quando avevo vent’anni che conosco l’Impresa, 20 anni cioè l’età media dei miei studenti ogni anno. Me ne sono innamorato follemente più dei numeri che la rappresentano (la ragioneria) e più delle risorse che la sostengono (la finanza, soprattutto). Mi era piaciuta e mi piaceva ancora l’idea che, a differenza di altre cose della vita, gli uomini ne potessero governare gli eventi, prima ancora che lasciarsi travolgere fatalisticamente da essi; che potessero riversare nella sua gestione “aziendale” tutta la creatività, l’intelligenza, la visione innovativa e naturalmente le competenze di cui l’Uomo (come specie non genere) è portatore. L’Impresa. Mi faceva tornare in mente la Politica, quella con la P maiuscola delle strategie e degli orientamenti a lungo termine, che era un’altra cosa di cui mi ero innamorato molto tempo prima, a 14 anni. Con la differenza però che, rispetto alla Politica, il contributo allo sviluppo economico potesse essere più diretto, più immediato, più umano. Mi sono innamorato dell’Impresa e lo sono ancora, mentre vedo che la Politica ha perso visione strategica e di orientamento in avanti. Ma sono un innamorato sdegnato nel vedere che in Sicilia moltissimi pezzi dell’Impresa, pubblica o privata, multinazionale o media, familiare o a coalizione di interessi, stanno cadendo giù. Rovinosamente. A cominciare dalle Terme di Acireale che, oltre ad essere stabilimenti di fanghi che non falliranno mai, è un’impresa però assolutamente fallibile. E potrei proseguire con il lungo elenco di grandi imprese che stanno mollando la presa in Sicilia, come riportato ieri da Mario Barresi su La Sicilia. E potrei ancora dire che non ho capito fino in fondo, ma posso solo immaginarlo, se progetti come quello annunciato su Belpasso del polo logistico-commerciale rilanceranno effettivamente il fare impresa in un territorio o saranno solo a beneficio di pochi. E via di seguito. Immaginate questo e molto altro, e provate per un attimo a mettervi nei miei panni. Sdegno e rabbia potrebbero condurmi sull’orlo di una crisi pessimistica leopardiana, di stampo schopenaueriano. Il grido di dolore prolungato si perde fra i rumori della quotidianità. E invece no! Mi sono re-innamorato ancora una volta dell’Impresa, vedendo negli occhi di quei ragazzi che hanno la stessa età di quando frequentavo i banchi universitari il medesimo amore che io provavo allora. I love Impresa. Io la studiavo l’Impresa, loro oggi sono andati più avanti, cercano di farla, vuoi per opportunità vuoi anche per necessità. Non è solo una moda quella delle Start up, è un neo romanticismo d’Impresa. E io, per passione, sento il dovere di starci dentro, con loro, in mezzo a loro. E suggerisco a tantissimi altri di fare altrettanto. Senza Impresa non c’è Ripresa.

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