Nonostante Tutto. E’ un neo Romanticismo d’Impresa

TRA SDEGNO E SPERANZA, MA SEMPRE CON PASSIONE

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Mettetevi per un attimo nei panni chi fa l’economista d’impresa in Sicilia. Mettetevi nei miei, se volete. Taglia 48 stretta, 50 un po’ abbondante, insomma una 49 come i miei anni. E’ da quando avevo vent’anni che conosco l’Impresa, 20 anni cioè l’età media dei miei studenti ogni anno. Me ne sono innamorato follemente più dei numeri che la rappresentano (la ragioneria) e più delle risorse che la sostengono (la finanza, soprattutto). Mi era piaciuta e mi piaceva ancora l’idea che, a differenza di altre cose della vita, gli uomini ne potessero governare gli eventi, prima ancora che lasciarsi travolgere fatalisticamente da essi; che potessero riversare nella sua gestione “aziendale” tutta la creatività, l’intelligenza, la visione innovativa e naturalmente le competenze di cui l’Uomo (come specie non genere) è portatore. L’Impresa. Mi faceva tornare in mente la Politica, quella con la P maiuscola delle strategie e degli orientamenti a lungo termine, che era un’altra cosa di cui mi ero innamorato molto tempo prima, a 14 anni. Con la differenza però che, rispetto alla Politica, il contributo allo sviluppo economico potesse essere più diretto, più immediato, più umano. Mi sono innamorato dell’Impresa e lo sono ancora, mentre vedo che la Politica ha perso visione strategica e di orientamento in avanti. Ma sono un innamorato sdegnato nel vedere che in Sicilia moltissimi pezzi dell’Impresa, pubblica o privata, multinazionale o media, familiare o a coalizione di interessi, stanno cadendo giù. Rovinosamente. A cominciare dalle Terme di Acireale che, oltre ad essere stabilimenti di fanghi che non falliranno mai, è un’impresa però assolutamente fallibile. E potrei proseguire con il lungo elenco di grandi imprese che stanno mollando la presa in Sicilia, come riportato ieri da Mario Barresi su La Sicilia. E potrei ancora dire che non ho capito fino in fondo, ma posso solo immaginarlo, se progetti come quello annunciato su Belpasso del polo logistico-commerciale rilanceranno effettivamente il fare impresa in un territorio o saranno solo a beneficio di pochi. E via di seguito. Immaginate questo e molto altro, e provate per un attimo a mettervi nei miei panni. Sdegno e rabbia potrebbero condurmi sull’orlo di una crisi pessimistica leopardiana, di stampo schopenaueriano. Il grido di dolore prolungato si perde fra i rumori della quotidianità. E invece no! Mi sono re-innamorato ancora una volta dell’Impresa, vedendo negli occhi di quei ragazzi che hanno la stessa età di quando frequentavo i banchi universitari il medesimo amore che io provavo allora. I love Impresa. Io la studiavo l’Impresa, loro oggi sono andati più avanti, cercano di farla, vuoi per opportunità vuoi anche per necessità. Non è solo una moda quella delle Start up, è un neo romanticismo d’Impresa. E io, per passione, sento il dovere di starci dentro, con loro, in mezzo a loro. E suggerisco a tantissimi altri di fare altrettanto. Senza Impresa non c’è Ripresa.

Acireale Learning City 1.0

ACIREALE SI AFFACCIA ALLA RETE PASCAL. PRESENTATO IL DOSSIER  “ACIREALE LEARNING CITY 1.0”

Stamattina alla Biblioteca Zelantea di Acireale è stato  illustrato il documento “Acireale Learning City 1.0”, presentato nell’ambito della XII conferenza internazionale della rete PASCAL, (Place and Social Capital and Learning). Il dossier restituisce i risultati delle attività di ascolto svolte dall’Urban Center della Città di Acireale nei mesi di luglio, agosto e settembre nei locali del Palazzo del Turismo, nell’ambito del Progetto Acireale Learning City. Costituisce il primo step di un processo più articolato che intende inserire Acireale nel circuito internazionale delle Learning City, ovvero nella Rete internazionale delle città che si propongono di mettere al centro del proprio progetto di sviluppo la cultura e i meccanismi di apprendimento individuali e collettivi, per accrescere la loro dotazione di capitale sociale e umano e costruire nuove opportunità di crescita economica per i loro abitanti.

Erano presenti il sindaco, Roberto Barbagallo, l’assessore all’Urbanistica, Francesco Fichera, i coordinatori scientifici del progetto, Filippo Gravagno e Roberta Piazza, e alcuni esponenti della Rete PASCAL, che hanno raccontato le loro esperienze di Learning City.

La rete PASCAL è formata da esponenti del mondo accademico, amministratori locali, associazioni e cittadini impegnati nello sviluppo del territorio e nell’educazione della comunità ed annovera al suo interno tutte quelle città che hanno messo al centro del proprio modello di sviluppo la crescita culturale e i meccanismi di apprendimento delle comunità che abitano il proprio territorio.

A presentare il dossier “ACIREALE LEARNING CITY 1.0”, (in allegato), è stato il coordinatore scientifico, Filippo Gravagno:

«Il progetto Acireale Learning City nasce innanzitutto quale strumento volto ad alimentare il confronto sui contenuti e gli obiettivi del redigendo Piano regolatore comunale, e sarà materiale fondante per la discussione della delibera di Consiglio Comunale, che dovrà indicare le direttive di indirizzo per questo importante strumento di governo del territorio e dotare la città di una politica di razionalizzazione, promozione e valorizzazione del suo patrimonio culturale. Il percorso individuato intende proporsi come sperimentazione di un nuovo modello di governance urbana, un nuovo, diverso meccanismo di strutturazione del processo decisionale pubblico, di alimentazione del capitale sociale e umano esistente nella città attraverso l’ implementazione di momenti e pratiche partecipative realmente inclusivi».

«Con questo documento Acireale aderisce alla Rete PASCAL e dall’interscambio con le altre Learning City europee si aprono interessanti prospettive. In città in questi mesi si è avviato un ricco percorso di confronto, un punto fermo dell’Ufficio del Piano è l’Urban center, che è stato avviato con i tavoli che hanno portato alla redazione del dossier. Ogni singolo cittadino, ogni associazione ha messo all’interno “ACIREALE LEARNING CITY 1.0”, un’indicazione. Sono venuti fuori tantissimi progetti, tanti collimano con quelli dell’Amministrazione, altri nuovi li faremo nostri. Questo dossier sarà la base per il PON Cultura e la rete PASCAL sarà fondamentale per programmare e attingere da fondi comunitari diretti. Acireale è piena di beni culturali, che non sono mai stati valorizzati. L’Amministrazione farà la propria parte e i cittadini ci danno lo stimolo ad andare avanti», ha detto il sindaco, Roberto Barbagallo.

«Abbiamo coinvolto cittadini e associazioni che hanno fornito le proprie idee per tracciare le linee di sviluppo culturale ed economico della nostra città. Si sono creati tre tavoli di discussione: uno ha ragionato sulla capacità di esprimere una rete museale, uno sull’arte, l’artigianato e le eccellenze del territorio e uno sulla formazione permanente. Vogliamo mettere a sistema tutte queste esperienze per programmare progetti condivisi che possano avere concreta realizzazione», ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Francesco Fichera.

Acireale, 10 ottobre 2015 U.S. Licia Castorina (Odg Sicilia 145784)

Il documento ufficiale (Dossier) e l’integrazione (INTEGRAZIONE DOSSIER)

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Start Up. Non è un incantesimo spezzato, ma per favore non rompetelo!

START UP. NON E’ UN INCANTESIMO SPEZZATO, MA PER FAVORE NON ROMPETELO

startcup2014I vincitori di Start Cup Catania edizione 2014

Domani 30 settembre è “Start Up Morning”, l’evento conclusivo di Start Cup Catania 2015 che celebrerà la vittoria dei due migliori progetti ai quali andranno come da bando le premialità assegnate, decreterà il vincitore che accederà direttamente alla finale di Cosenza del PNI-Cube (3-4 dicembre) e darà la chance al secondo classificato di giocarsi a Palermo il prossimo 15 ottobre un altro posto per PNI insieme ai migliori progetti vincitori delle Start Cup regionali promosse dalle Università di Messina, Kore Enna e Palermo.

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Per il CAPITT, il Centro per l’aggiornamento delle professioni, l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’Università degli Studi di Catania, che promuove Start Cup Catania, sarà la sesta ed ultima volta di un Contest riservato ai progetti d’impresa promossi dagli studenti dell’Università o dal territorio di Catania. Nelle prossime settimane, completandosi la riorganizzazione della macchina amministrativa dell’Università di Catania, il CAPITT – come già deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo – verrà sciolto, e le sue funzioni passeranno sotto l’egida dell’Area della Ricerca che d’ora in avanti sarà Area della Ricerca e del Trasferimento Tecnologico. Continueremo a fare le stesse cose, in modo nuovo e diverso. Anche questa è innovazione.

Abbiamo iniziato nel 2014 con tre Contest. Il primo è stato “Vulcano di Idee” al Dipartimento di Economia e Impresa nel corso di laurea in Economia Aziendale, con premiazione tenutasi nell’Aula Magna di Palazzo Fortuna. Il secondo è stato Start Up Academy, la competizione organizzata per tutti gli studenti di ogni ordine e grado dell’Ateneo presso la Scuola Superiore di Catania, con premiazione tenutasi nell’Aula Magna del Rettorato. Il terzo è stato Start Cup Catania, una business plan competition aperta al territorio, aderente al Premio Nazionale per l’Innovazione PNI-Cube, con la premiazione finale “Start Up Night” presso il MA di Catania e la finale regionale al Consorzio ARCA di Palermo.

Nel 2015 gli eventi si sono ripetuti. “Vulcano di Idee” è stato ribattezzato “Start Up Your Business”, si è svolto al Dipartimento di Economia e Impresa e la premiazione si è tenuta a Palazzo dei Chierici a Catania. Start Up Academy si è svolta interamente alla Scuola Superiore di Catania con evento finale organizzato nell’Anfiteatro all’aperto della medesima residenza. Adesso è la volta di Start Cup Catania, la cui premiazione con la “Start Up Morning” si terrà domani 30 settembre nell’Aula Magna del Rettorato e poi, a seguire il 15 ottobre, la finale regionale di Palermo.

Abbiamo titolato l’evento di domani “Start Up Morning” perché il buon giorno in Sicilia è fare nuova impresa, cioè Start Up. Consideriamo “start up” un termine molto importante. Non è la parolina magica “abracadabra” con la quale sedicenti maghi e prestigiatori (della politica) spezzano l’incantesimo a favore dei giovani siciliani, molti dei quali disoccupati, nonostante gli elevati livelli di scolarizzazione. Start up non è la panacea di tutti i mali dell’economia globale. Tuttavia, Start Up è quel termine anglosassone con il quale prende via il sogno di tanti giovani di creare la propria impresa, di fare gioco di squadra, di scommettersi con un progetto imprenditoriale, di verificare la fattibilità tecnica ed economica di un’idea prima che diventi progetto, di fare impresa anche quando un’impresa vera e propria non ce l’hanno e, forse, dati i continui cambiamenti, non ce l’avranno mai.

Insomma Start Up è l’incantesimo. E guai a romperlo prospettando problemi e difficoltà del mondo reale che i veri imprenditori sanno che esisteranno sempre e che dovranno imparare a trasformare in opportunità e nuove opportunità di business. Un incantesimo è un canto. E, come tutti i canti, è una soave melodia dell’anima che non va interrotta. Sarebbe un delitto.

Ancora una volta chi scrive ci mette la faccia. Senza trucco, senza cerone, senza fard, e in prima persona. Una “faccia tosta” insomma. Perché ci vuole “faccia tosta” per continuare a credere, dal 2012 quando Start Up Academy venne promosso al corso di laurea in Economia Aziendale, che promuovere Contest sia la formula migliore per fare “scouting” di nuove idee nel territorio e all’interno dell’Università, l’occasione giusta per dare ai giovani visibilità ma anche per responsabilizzarli (perché pure loro ci mettono la faccia), il modo più veloce per promuovere cultura d’impresa nel territorio.

Fare impresa, ovviamente, è cosa diversa. Più difficile, ma non impossibile. E’ un atto d’amore responsabile che va oltre l’infatuazione e l’innamoramento tipici dei Contest. Ma se non si sentono prima le “farfalle” dentro lo stomaco, come è possibile poi avventurarsi nel fare impresa che è amore?

Non rompiamo l’incantesimo, per favore. E domani tutta la comunità catanese delle start up faccia un salto a Start Up Morning. L’aspettiamo, anche se è un giorno feriale e lavorativo. Perché il buon giorno è fare nuova impresa

Rosario Faraci, Presidente CAPITT Università di Catania.

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Gli undici progetti in gara per Start Cup Catania 2015 sono (in ordine di presentazione della domanda al protocollo):

  1.   MEISHI

    2.     ETNA NANOTECH

    3.     #SMART COMMEMORATION

    4.     COMEIN!

    5.     AGROBIOTECH

    6.     EYECAD VR

    7.     NC INGEGNERIA

    8.     CITIESZEN

    9.     BYCARE LAB

    10.   AKENI

    11.   BUUKIT

Renzi in visita alla Start Up City

L’articolo pubblicato sul numero 45 del settimanale I Vespri

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In occasione della visita lampo a Catania, il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato all’acceleratore di Working Capital Italia (della Telecom) dove ad accoglierlo, oltre al presidente di Telecom Giuseppe Recchi, c’erano numerose autorità istituzionali (tra i quali il Sindaco Enzo Bianco, il prefetto Maria Guia Federico e il Rettore dell’Università Giacomo Pignataro) ed esponenti del mondo economico ed imprenditoriale. La visita di Renzi all’acceleratore è un piccolo ma importante tributo istituzionale al lavoro svolto dalla comunità catanese delle start up negli ultimi due-tre anni. Non dimentichiamo, infatti, che la scelta di Telecom di localizzare a Catania un acceleratore nasce dal lavoro svolto dai giovani di Confindustria, da una comunità di neo imprenditori creatasi attorno al progetto StartupCt, dall’impegno di animazione imprenditoriale svolto da associazioni come Youthub e naturalmente dall’Università di Catania, con le iniziative sulle start up maturate in diversi dipartimenti (fra cui Economia e Impresa) e attraverso il Capitt e recentemente il Contamination Lab. Il presidente Renzi si è fermato molto tempo a parlare con i giovani ospitati all’interno dell’acceleratore, ha manifestato interesse e curiosità su alcuni progetti, ha promesso il suo impegno per spingere di più in questa direzione. Telecom ha confermato di raddoppiare gli sforzi per sostenere, col progetto Working Capital, le start up catanesi. Se son rose fioriranno, è il caso di dire. Quella delle start up, ovvero delle nuove iniziative imprenditoriali, è una bellissima pagina di Economia della Speranza nel nostro territorio provato dalla crisi, ma è necessario fare ancor di più. Il contesto siciliano infatti non ha le stesse caratteristiche di quelli ove stanno maturando altre esperienze di start up ed è ancora lenta la capacità di trasformare in vera impresa un’idea e poi un progetto imprenditoriale. Non difetta certo il fermento di idee, anche innovative, ma sono necessarie ancora straordinarie misure di accompagnamento delle start up al mercato, nuovi strumenti finanziari a supporto e soprattutto altre strutture fisiche, in aggiunta all’acceleratore, dove soprattutto i giovani possano far maturare meglio la loro voglia di scommettersi in proprio e di creare impresa.  Si parla di ecosistema proprio per questo motivo, nel senso che tutti gli attori più importanti del territorio devono collaborare, condividere un progetto e convergere nella direzione di sostenere il fenomeno della nuova imprenditorialità. Anche nel 2015 si ripeteranno alcune iniziative di successo maturate negli anni precedenti: Start Up Academy e Start Cup Catania e Sicilia a livello di Ateneo; Start Up Weekend a fine maggio; il ciclo di seminari “Un Vulcano di Idee” ad Economia; ogni lunedì l’associazione Youthub anima all’acceleratore L’appuntamento delle idee. Naturalmente non manca il raccordo con i principali protagonisti del mondo delle start up a livello nazionale ed internazionale. Recentemente a Catania è venuto Augusto Coppola che a Roma è responsabile dell’acceleratore Enlabs con Luiss che negli ultimi anni ha accompagnato al mercato diverse iniziative imprenditoriali, anche di successo

Saro Faraci